Iris, Giorgio e la red velvet cake!

Questa red velvet cake è stata mangiata a fine gennaio, per il primo compleanno di Iris, bimba bellissima e dolcissima che adoro con tutto il cuore ❤ Sono molto legata a lei e alla sua mamma, quindi assolutamente non mi sarei mai tolta il piacere di prepararla per loro e di decorarla con l’orso Giorgio…il suo peluche preferito!

Febbraio è il mese di San Valentino e, come ogni anno, le red velvet impazzavano su moltissimi blog di cucina… ho quindi preferito aspettare un pò prima di mostrarvela.. non volevo farvi fare indigestione (;

Per chi non la conoscesse, è un pan di spagna al cacao, ma dal colore rosso intenso, che contrasta di solito con farciture bianche. Una consistenza morbida ma umida che quindi non necessita l’aggiunta di una bagna per ammorbidirla ulteriormente.

Non sto qui a darvi la ricetta perchè appunto il web ne è pieno… ognuno ha la sua versione. La mia è una come tante, solo non ho usato colorante alimentare, ma ho approffittato esclusivamente dell’intenso colore della rapa rossa… aggiungendone qualche cucchiaio in più di quello che prevedeva la ricetta… Anche per la panna con la quale ho decorato il tutto ho usato il liquido della rapa rossa… prima amalgato a un cucchiaio di zucchero a velo e poi aggiunto mentre la montavo.

Non amo aggiungere i coloranti negli impasti o nelle decorazioni che prevedo andranno mangiate. Li uso abbondantemente però nelle decorazioni che verranno tolte prima di servire la torta.

L’orso Giorgio l’ho creato quindi tutto in pasta di zucchero, mentre le rose della copertura sono di sola panna ben montata.

Spero vi piaccia (:

orso pasta di zucchero teddy bear gum pasteorso pasta di zucchero teddy bear gum paste 2orso pasta di zucchero teddy bear gumpaste 3rose sac a pochecake rose sac a poche 2

Un filo d’olio di Simonetta Agnello Hornby

Simonetta Agnello Hornby. La prima volta che ho sentito questo nome è stata in uno dei programmi della Parodi. Professione scrittrice era stato detto in quella occasione. In effetti lo è davvero, ha al suo attivo una quindicina di libri.

Quest’estate l’ho ritrovata su real time con il programma “A tavola con Mosè”. Pure personaggio televisivo quindi. Una trasmissione molto carina in cui cucina insieme alla sorella Chiara, immerse nelle calde e accoglienti atmosfere di Mosè, loro casa nelle campagne di Agrigento. Da quel momento, da brava lettrice compulsiva quale sono, avevo deciso: avrei dovuto leggere almeno uno dei suoi libri. L’occasione è arrivata il mese scorso, quando una rivista ha deciso di pubblicare una collana di libri che raccontano storie di cucina. Il romanzo in questione è  “Un filo d’olio”.

Simonetta agnello hornby un filo d'olio

Ho amato questo libro dalla prima all’ultima pagina. Forse perché mi è stata più facile l’immedesimazione leggendo quello che già con gli occhi avevo potuto vedere durante la trasmissione: la bellezza di una casa cosi antica e piena di storia, l’adorabile cadenza del parlare dei suoi abitanti, i colori del luogo, le atmosfere calde e la gente sempre sorridente. Mentre leggevo mi sembrava di sentire proprio la sua voce raccontarmi la sua giovinezza, con quel suo meraviglioso accento siciliano, con quella pacatezza tipica… questo mi ha reso il tutto molto piacevole. Se aggiungiamo una scrittura scorrevole e mai noiosa, frammenti di passato divertenti che ti scaldano il cuore, e il mio amore per le storie di famiglia… non poteva che piacermi!

I baroni Agnello, genitori di Simonetta e di Chiara, trascorrono le estati con tutta la famiglia, nella casa di campagna, Mosè appunto. L’autrice non fa altro che raccontarci l’intreccio di storie e di avvenimenti della sua infanzia trascorsa a giocare tra gli ulivi con i cuginetti, a vedere la madre e la zia preparare dolcetti durante gli assolati pomeriggi d’agosto, la nonna gestire la cucina insieme alla servitù. Mosè accoglie sempre molti ospiti senza far mai annoiare i suoi abitanti e nemmeno noi avidi lettori. Un insieme dei suoi ricordi più cari corredati dalle ricette della loro tradizione famigliare siciliana.

Leggetelo.

Alla ricerca di qualcosa sulla biografia della Hornby scopro che chiamarla “scrittrice” e “personaggio televisivo” è semplicistico e riduttivo: Trasferitasi ventenne in Inghilterra vi risiede tutt’ora dove lavora come avvocato minorile e giudice della corte. Presidente del Tribunale Special Educational Needs and Disability. Fondatrice del primo dipartimento legale inglese che si occupa di violenza nelle famiglie. Docente universitaria. Insomma una donna con le contropalle idee chiare.
Voi avete mai letto qualcosa di suo? Cosa ne pensate?

Imparo a fotografare di Henry Carroll

Quando ho fatto le prime ricerche su internet, per capire come usare la mia nuova reflex, ho pensato che avrei scattato sempre in automatico.. non conoscevo i termini, non riuscivo ad assimilare le nozioni… forse non le capivo proprio di base.
Mi sembrava non coerente abbandonare subito… quindi sono entrata in libreria con l’intento di cercare un libro per incapaci… sempre nella mia beata ignoranza mi son detta “tanto quanti libri vuoi che ci siano al riguardo?” eh già… solo su quello scaffale almeno un centinaio.
L’angoscia è salita quando chiedendo aiuto al libraio mi sono sentita rispondere “devi scegliere tu quale vuoi…”.
Panico.
Ho guardato lo scaffale con aria di sfida, mi sono detta che doveva essere
°un manuale poco costoso (e credetemi che questi libri di fotografia costano parecchio)
°non troppe pagine per non scoraggiarmi
°doveva parlare chiaramente delle basi della fotografia
°sintetico ma chiaro.
Dopo due ore a spulciare sullo scaffale ne sono uscita -ancora scettica sulla mia scelta- ma con in mano questo:

imparo a fotografare henry carrol
IMPARO A FOTOGRAFARE di Henry Carroll
128 pagine
edizioni Vallardi
14.90 €
piccolo e maneggevole, pratico da tenere anche nello zaino insieme alla reflex.

E’ stato subito amore.
Chiaro, semplice, illuminante. Corredato da immagini esplicative, da schemi facilmente memorizzabili. Non si perde in giri di parole.
E’ stato di fondamentale importanza per darmi la prima utile infarinatura.
E’ solo grazie a lui, non a blog e siti vari, che ho cominciato a fare i miei primi scatti in manuale.
Scattare in manuale, se sei un neofita, ti da la sensazione di sapere quello che stai facendo! Anche se in realtà non è vero e sei ancora una grande capra! (:  ma è comunque una sensazione bellissima che ti invoglia ad imparare sempre di più e a scattare di continuo… ti fa pensare che pian piano prenderai sempre più padronanza della tua macchina e delle tue idee artistiche.
Insomma per chi, come me, è ai primi approcci con il mondo della fotografia questo libro può essere molto utile. E lo consiglio caldamente.
Se vi va di acquistarlo fate pure… se non vi va, ho comunque deciso di scrivere un articolo per ogni suo capitolo… in modo da approfondire insieme a voi queste basi:
-Composizione
-Esposizione
-Luce
-Lenti
-Sguardo
Voglio migliorarmi sempre di più, con foto piacevoli che attirino la vostra attenzione e che facciano di “il sabato mattina” un libro non solo con buone ricette da provare, ma anche bello da ammirare nel suo contenuto. Quindi continuerò a studiare, a provare e a condividere con voi tutto quello che imparerò! che dite? siete cuoriosi?


P.s. non riguarda fotografia o libro, ma approfitto comunque dell’articolo di oggi per avvisarvi che ho aggiornato la pagina delle “info”… nelle settimane scorse ho notato che in molti ci avete dato una sbirciatina… non mi sembrava giusto continuare a lasciarla vuota (;