Zucchette di pane!

Ho fatto il pane.
E’ stata la mia prima volta. Non ho molta dimestichezza con i lievitati. Vorrei averla, ma l’universo generalmente mi è avverso quando scarto un cubetto di lievito di birra. Di solito non lievita.
Il pane quindi, non avevo mai nemmeno immaginato di impastarlo… figuriamoci riuscire a sfornarlo!
Ma adoro le pagnotelle soffici, amo la zucca e mi rende sempre molto orgogliosa riuscire a dare forma alle cose; quando ho visto impazzare in rete queste meravigliose zucchette autunnali non ho saputo resistere. Mi son infilata nel primo supermercato che ho trovato, ho comprato quattro, si quattro, cubetti di lievito, perchè, nonostante ne bastino 10g, la sicurezza non è mai troppa! Dal fruttivendolo di fiducia ho preso la zucca più bella…. e ho iniziato a sperare e ad impastare….
La verità è che in cucina serve amore. Metti amore in quello che fai, ricevi amore mentre lo dai; possono nascere solo cose belle.

pane alla zucca lievitazione pane alla zuccaVi auguro un piacevolissimo, ma mostruoso, week end di Halloween. Spero stiate intagliando spaventose zucche arancioni nascosti sotto a bianche lenzuola. Divertitevi e commemorate.
Uno dei periodi più belli dell’anno, con le sue storie, colori e tradizioni…

Iris, Giorgio e la red velvet cake!

Questa red velvet cake è stata mangiata a fine gennaio, per il primo compleanno di Iris, bimba bellissima e dolcissima che adoro con tutto il cuore ❤ Sono molto legata a lei e alla sua mamma, quindi assolutamente non mi sarei mai tolta il piacere di prepararla per loro e di decorarla con l’orso Giorgio…il suo peluche preferito!

Febbraio è il mese di San Valentino e, come ogni anno, le red velvet impazzavano su moltissimi blog di cucina… ho quindi preferito aspettare un pò prima di mostrarvela.. non volevo farvi fare indigestione (;

Per chi non la conoscesse, è un pan di spagna al cacao, ma dal colore rosso intenso, che contrasta di solito con farciture bianche. Una consistenza morbida ma umida che quindi non necessita l’aggiunta di una bagna per ammorbidirla ulteriormente.

Non sto qui a darvi la ricetta perchè appunto il web ne è pieno… ognuno ha la sua versione. La mia è una come tante, solo non ho usato colorante alimentare, ma ho approffittato esclusivamente dell’intenso colore della rapa rossa… aggiungendone qualche cucchiaio in più di quello che prevedeva la ricetta… Anche per la panna con la quale ho decorato il tutto ho usato il liquido della rapa rossa… prima amalgato a un cucchiaio di zucchero a velo e poi aggiunto mentre la montavo.

Non amo aggiungere i coloranti negli impasti o nelle decorazioni che prevedo andranno mangiate. Li uso abbondantemente però nelle decorazioni che verranno tolte prima di servire la torta.

L’orso Giorgio l’ho creato quindi tutto in pasta di zucchero, mentre le rose della copertura sono di sola panna ben montata.

Spero vi piaccia (:

orso pasta di zucchero teddy bear gum pasteorso pasta di zucchero teddy bear gum paste 2orso pasta di zucchero teddy bear gumpaste 3rose sac a pochecake rose sac a poche 2

Un filo d’olio di Simonetta Agnello Hornby

Simonetta Agnello Hornby. La prima volta che ho sentito questo nome è stata in uno dei programmi della Parodi. Professione scrittrice era stato detto in quella occasione. In effetti lo è davvero, ha al suo attivo una quindicina di libri.

Quest’estate l’ho ritrovata su real time con il programma “A tavola con Mosè”. Pure personaggio televisivo quindi. Una trasmissione molto carina in cui cucina insieme alla sorella Chiara, immerse nelle calde e accoglienti atmosfere di Mosè, loro casa nelle campagne di Agrigento. Da quel momento, da brava lettrice compulsiva quale sono, avevo deciso: avrei dovuto leggere almeno uno dei suoi libri. L’occasione è arrivata il mese scorso, quando una rivista ha deciso di pubblicare una collana di libri che raccontano storie di cucina. Il romanzo in questione è  “Un filo d’olio”.

Simonetta agnello hornby un filo d'olio

Ho amato questo libro dalla prima all’ultima pagina. Forse perché mi è stata più facile l’immedesimazione leggendo quello che già con gli occhi avevo potuto vedere durante la trasmissione: la bellezza di una casa cosi antica e piena di storia, l’adorabile cadenza del parlare dei suoi abitanti, i colori del luogo, le atmosfere calde e la gente sempre sorridente. Mentre leggevo mi sembrava di sentire proprio la sua voce raccontarmi la sua giovinezza, con quel suo meraviglioso accento siciliano, con quella pacatezza tipica… questo mi ha reso il tutto molto piacevole. Se aggiungiamo una scrittura scorrevole e mai noiosa, frammenti di passato divertenti che ti scaldano il cuore, e il mio amore per le storie di famiglia… non poteva che piacermi!

I baroni Agnello, genitori di Simonetta e di Chiara, trascorrono le estati con tutta la famiglia, nella casa di campagna, Mosè appunto. L’autrice non fa altro che raccontarci l’intreccio di storie e di avvenimenti della sua infanzia trascorsa a giocare tra gli ulivi con i cuginetti, a vedere la madre e la zia preparare dolcetti durante gli assolati pomeriggi d’agosto, la nonna gestire la cucina insieme alla servitù. Mosè accoglie sempre molti ospiti senza far mai annoiare i suoi abitanti e nemmeno noi avidi lettori. Un insieme dei suoi ricordi più cari corredati dalle ricette della loro tradizione famigliare siciliana.

Leggetelo.

Alla ricerca di qualcosa sulla biografia della Hornby scopro che chiamarla “scrittrice” e “personaggio televisivo” è semplicistico e riduttivo: Trasferitasi ventenne in Inghilterra vi risiede tutt’ora dove lavora come avvocato minorile e giudice della corte. Presidente del Tribunale Special Educational Needs and Disability. Fondatrice del primo dipartimento legale inglese che si occupa di violenza nelle famiglie. Docente universitaria. Insomma una donna con le contropalle idee chiare.
Voi avete mai letto qualcosa di suo? Cosa ne pensate?