Manuale di sopravvivenza amazzonica per signorine di città

Per la serie -libri che parlano (anche) di cibo-

Vi prensento oggi un libricino fresco fresco di stampa, uscito la settimana scorsa nelle librerie, 120 pagine circa.
“Manuale di sopravvivenza amazzonica per signorine di città”.
Il gustosissimo racconto di un viaggio in Perù, vissuto da una milanese ansiosa, che sembra essere alla ricerca dell’avventura.
Spassoso e ironico racconta alcune usanze peruviane ed i cibi tipici del luogo. Tra qualche gaffe, un giro nella foresta amazzonica e qualche scoperta interiore, è probabile che Sara sia ritornata a casa felice di esserci stata!
L’ho trovata davvero una piacevole lettura; inutile dire che le parti che più hanno attirato la mia attenzione sono state il parlar di cibo.
Ve lo consiglio se volete distrarvi per un paio d’ore!

“…E poi ci sono i peperoncini freschi: spesso tendiamo a pensare al -piccante- come a un gusto, quando è in realtà una sensazione, e più specificamente una sensazione dolorosa. shiatsu per la bocca: il sottile confine tra piacere e sofferenza.”

“Credo che viaggiare aumenti la mia capacità di trasformazione: “Nello stesso fiume scendiamo e non scendiamo, siamo e non siamo” diceva Eraclito, intendendo con questo che con il passare del tempo cambia il fiume, ma soprattutto cambiamo noi. Cosi al termine di un viaggio, nella stessa casa rientriamo e non rientriamo, perchè siamo diversi rispetto alla partenza.”

Manuale di sopravvivenza per signorine di città

Zucchette di pane!

Ho fatto il pane.
E’ stata la mia prima volta. Non ho molta dimestichezza con i lievitati. Vorrei averla, ma l’universo generalmente mi è avverso quando scarto un cubetto di lievito di birra. Di solito non lievita.
Il pane quindi, non avevo mai nemmeno immaginato di impastarlo… figuriamoci riuscire a sfornarlo!
Ma adoro le pagnotelle soffici, amo la zucca e mi rende sempre molto orgogliosa riuscire a dare forma alle cose; quando ho visto impazzare in rete queste meravigliose zucchette autunnali non ho saputo resistere. Mi son infilata nel primo supermercato che ho trovato, ho comprato quattro, si quattro, cubetti di lievito, perchè, nonostante ne bastino 10g, la sicurezza non è mai troppa! Dal fruttivendolo di fiducia ho preso la zucca più bella…. e ho iniziato a sperare e ad impastare….
La verità è che in cucina serve amore. Metti amore in quello che fai, ricevi amore mentre lo dai; possono nascere solo cose belle.

pane alla zucca lievitazione pane alla zuccaVi auguro un piacevolissimo, ma mostruoso, week end di Halloween. Spero stiate intagliando spaventose zucche arancioni nascosti sotto a bianche lenzuola. Divertitevi e commemorate.
Uno dei periodi più belli dell’anno, con le sue storie, colori e tradizioni…

La ciambella nel Fornetto Versilia !

Fa caldo. Io vi vedo, uno per uno, cercate refrigerio infilando la testa nel congelatore. Annusate TUTTI i meloni del supermercato, colpite con fare sapiente TUTTI i cocomeri, se non suonano a vuoto son guai. Vi sventolate con il volantino dei saldi al centro commerciale, preparate insalatine capresi mentre ordinate on line il tritatutto multifunzione: ghiaccio a blocchi, a cubetti a scaglie, triturato, granitina…
Meditate di telefonare in agenzia viaggi: “scusi quanto costa un biglietto, sola andata, per il polo nord?”.
Vi vedo.

Di certo non avete voglia di mettervi a spignattare e ad accendere il forno, nel caso vi proponessi la ricetta di una deliziosa ciambella…
Sicuri di non volerne proprio sapere? io si!
Siete altrettanto sicuri di saper rinunciare ad un dolcetto buono e genuino, mentre vi subite in televisione tutte le repliche di Topazio, che purtroppo null’altro fanno? io no! mai rinunciare!

C’è sempre una soluzione a tutto. In questo caso si chiama “fornetto versilia”. Infallibile alleato in cucina delle nostre nonne e madri, ora può tornare utile anche a noi.
Chi è fortunato come me, possiede l’originale PARDINI, ma per chi lo vuole acquistare nuovo, ora lo produce la AGNELLI, lo si trova in tutti i negozi di casalinghi ben forniti o, più comodo ancora, in internet, magari qui.
Prima però sempre meglio fare un giro nelle cantine delle  vostre parenti.
E’ pratico, comodo, cuoce dolci alti e soffici, ma anche ricette salate e molto altro. Va utilizzato sulla fiamma a gas, quindi c’è un notevole risparmio energetico e non crea la sofferenza del calore dato dal forno tradizionale.

Il web è pieno di informazioni al riguardo. Fate un giro, scoprirete ricette fantastiche.

Vi propongo quella che ho provato io:

CIAMBELLA CLASSICA RICOTTA E CIOCCOLATO:

250g di farina 00
200g di fecola di patate
320g di zucchero
4 uova intere
250g di ricotta fresca
180g gocce di cioccolato
1 bacca di vaniglia
un pizzico di sale
1 bustina di lievito
90g acqua temperatura ambiente
90g olio di semi
1 cucchiaino di aroma a piacere (scorza di arancia o limone)
qualche goccia di limone
un cucchiaino di burro per ungere la pentola

Separate gli albumi dai tuorli e montateli a neve fermissima insieme a qualche goccia di limone. Teneteli in frigo mentre preparate tutto il resto. Montate i tuorli con lo zucchero fino a quando saranno belli spumosi e il composto avrà almeno raddoppiato il suo volume. Se triplica  è ancora meglio. Aggiungere la ricotta a piccole porzioni e amalgamate bene cercando di non smontare il tutto. Incorporata tutta aggiungete l’olio, l’acqua, le farine, il lievito, l’estratto dalla bacca di vaniglia e il pizzico di sale. Quando il tutto sarà bel amalgamato prendete le gocce di cioccolato e su un piattino a parte infarinatele con un cucchiaio di farina, questoprocedimento aiuterà a farle stare sparse nel composto e non scenderanno tutte verso il basso. Aggiungetele all’impasto e incorporatele per bene. prendete gli albumi dal frigo e incorporateli lentamente, con movimenti dal basso verso l’alto. Preparate la pentola ungendola con il burro e cospargetela di farina. Inserite l’impasto facendo attenzione a non sporcare i bordi. chiudete per bene il coperchio. Mettete lo spargifiamme in dotazione con la pentola, sul fornello più piccolo, fatelo riscaldare per qualche minuto, poi posate sopra la pentola. Fate andare a fiamma viva per 5 minuti, dopo abbassatela al minimo e lasciate andare per circa un’ora e mezza… dopo l’ora cominciate a sentire la cottura infilando uno spiedino o uno spaghetto nei fori del coperchio. Armatevi di pila per controllare, dai fori, il colorito del dolce, ma non alzate mai il coperchio… almeno per la prima ora abbondante.
Quando sarà pronto, togliete il coperchio e lasciate raffreddare dentro alla pentola. Impiattare solamente quando sarà freddo. Le pentole in alluminio vanno lavate a mano. Non in  lavastoviglie.

Spero di avervi dato una buona idea e una buona ricetta.  Io sperimenterò sicuramente altre ricette… tra di voi c’è qualcuno che già lo usa?? avete ricette o trucchi da consigliarmi???

Dimenticavo: se non avete il fornetto versilia e non lo volete acquistare, la stessa ricetta la potete cuocere nel forno tradizionale, a 180° modalità statica, per almeno 45 minuti. Ma controllare sempre la cottura.

Perdonatemi le foto non perfette, ma non avevo con me la fotocamera. Queste, insieme a tante altre, le trovate anche su instagram, venitemi a trovare anche li, sarei felice di seguirvi e sbirciare le vostre gallerie! @ilsabatomattina_com

Ciambella con fornetto versilia estense Ciambella con fornetto versilia estense