Il mio Tesszsoooroo….

Ci sono giorni in cui non mi sento capita da nessuno. Vi succede mai?
Cercare conforto e non trovarlo, oppure averlo si, ma non esserne pienamente soddisfatti.
Non è colpa di chi ci prova, siamo noi, semplicemente noi che non troviamo lo stimolo. Quei momenti di apatia… che non è mai bello vivere.
Fortunatamente a me durano poco, ma quando ci sono… allora mi tuffo sui miei libri. Sono la mia distrazione!
Vorrei mostrarveli un pò… questa una parte dei miei libri di cucina… ne ho molti altri (non mento quando vi dico che sono un tantino compulsiva!!!!) ma questi sono quelli che amo di più!
E voi? avete libri ai quali siete legati? ditemi su!
Mi va di sapere anche di quelli non culinari eh! (che in questi ultimi, la mia compulsività non ha proprio limiti!!!)

libri di cucina book cook food

Rombetti alle mandorle

Sono stati giorni intensi, e ho trascurato sia il mio blog che il vostro. Mi siete mancati. Da quasi dieci giorni il raffreddore mi da il tormento, non sto molto bene… oggi sono quindi di poche parole. In cambio vi lascio però una ricetta che io amo molto… e credo che conquisterà anche voi! La mia cara e dolce Debh, per spronarmi a postare, mi ha promesso di rifare questi deliziosi biscottini… e quindi mi sono decisa… un pò di allenamento nello scrivere ricette non può che fare bene. Questo articolo non avrà foto per il momento… attendo le vostre, se avrete voglia di provarli. E quelle di Debbie, ovviamente! Io li chiamo rombetti alle mandorle, ma voi, che siete più creativi, dategli il nome che preferite.

Semplicissimi da fare, solo un pò lungo il tempo di attesa… ma se non erro la pazienza è la virtù dei forti!

e sempre con la pazienza, si acquista scienza! cosi, tanto per dire. Pour parler.

Vi occorrono:

500g di zucchero semolato

500g di farina di mandorle

100g di albumi scorza di limone e di arancia grattuggiati finemente

un baccello di vaniglia

zucchero a velo per la lavorazione e la decorazione

Impastare lo zucchero semolato con la farina di mandorle, gli albumi, il contenuto della bacca di vaniglia e le scorze degli agrumi. Quando il tutto sarà ben amalgamato, formare una palla, rivestirla di pellicola e lasciare riposare in frigo, per almeno 5 o 6 ore. Passato tale tempo riprendere l’impasto e, aiutandosi con TANTO zucchero a velo, creare delle piccole palline (usando il procedimento degli gnocchi… quindi creare il serpentello, ricoprendolo per bene di zucchero a velo, poi dividerlo in piccoli bocconcini) dare la forma che più si desidera. Io di solito faccio dei rombi. L’importante è che abbiano almeno 1 cm di spessore e che la superficie sia piatta. Non palline quindi, ma biscottini. Nel frattempo riscadare il forno 200° e infornarli per 6/8 minuti. Devono rimanere morbidi. Considerare che quando si saranno raffreddati induriranno ulteriormente. Quando saranno freddi ripassarli nuovamente nello zucchero a velo. Ottimi con il thè, ma anche con il caffè…e perchè no? anche da soli!!!!

Un filo d’olio di Simonetta Agnello Hornby

Simonetta Agnello Hornby. La prima volta che ho sentito questo nome è stata in uno dei programmi della Parodi. Professione scrittrice era stato detto in quella occasione. In effetti lo è davvero, ha al suo attivo una quindicina di libri.

Quest’estate l’ho ritrovata su real time con il programma “A tavola con Mosè”. Pure personaggio televisivo quindi. Una trasmissione molto carina in cui cucina insieme alla sorella Chiara, immerse nelle calde e accoglienti atmosfere di Mosè, loro casa nelle campagne di Agrigento. Da quel momento, da brava lettrice compulsiva quale sono, avevo deciso: avrei dovuto leggere almeno uno dei suoi libri. L’occasione è arrivata il mese scorso, quando una rivista ha deciso di pubblicare una collana di libri che raccontano storie di cucina. Il romanzo in questione è  “Un filo d’olio”.

Simonetta agnello hornby un filo d'olio

Ho amato questo libro dalla prima all’ultima pagina. Forse perché mi è stata più facile l’immedesimazione leggendo quello che già con gli occhi avevo potuto vedere durante la trasmissione: la bellezza di una casa cosi antica e piena di storia, l’adorabile cadenza del parlare dei suoi abitanti, i colori del luogo, le atmosfere calde e la gente sempre sorridente. Mentre leggevo mi sembrava di sentire proprio la sua voce raccontarmi la sua giovinezza, con quel suo meraviglioso accento siciliano, con quella pacatezza tipica… questo mi ha reso il tutto molto piacevole. Se aggiungiamo una scrittura scorrevole e mai noiosa, frammenti di passato divertenti che ti scaldano il cuore, e il mio amore per le storie di famiglia… non poteva che piacermi!

I baroni Agnello, genitori di Simonetta e di Chiara, trascorrono le estati con tutta la famiglia, nella casa di campagna, Mosè appunto. L’autrice non fa altro che raccontarci l’intreccio di storie e di avvenimenti della sua infanzia trascorsa a giocare tra gli ulivi con i cuginetti, a vedere la madre e la zia preparare dolcetti durante gli assolati pomeriggi d’agosto, la nonna gestire la cucina insieme alla servitù. Mosè accoglie sempre molti ospiti senza far mai annoiare i suoi abitanti e nemmeno noi avidi lettori. Un insieme dei suoi ricordi più cari corredati dalle ricette della loro tradizione famigliare siciliana.

Leggetelo.

Alla ricerca di qualcosa sulla biografia della Hornby scopro che chiamarla “scrittrice” e “personaggio televisivo” è semplicistico e riduttivo: Trasferitasi ventenne in Inghilterra vi risiede tutt’ora dove lavora come avvocato minorile e giudice della corte. Presidente del Tribunale Special Educational Needs and Disability. Fondatrice del primo dipartimento legale inglese che si occupa di violenza nelle famiglie. Docente universitaria. Insomma una donna con le contropalle idee chiare.
Voi avete mai letto qualcosa di suo? Cosa ne pensate?