Manuale di sopravvivenza amazzonica per signorine di città

Per la serie -libri che parlano (anche) di cibo-

Vi prensento oggi un libricino fresco fresco di stampa, uscito la settimana scorsa nelle librerie, 120 pagine circa.
“Manuale di sopravvivenza amazzonica per signorine di città”.
Il gustosissimo racconto di un viaggio in Perù, vissuto da una milanese ansiosa, che sembra essere alla ricerca dell’avventura.
Spassoso e ironico racconta alcune usanze peruviane ed i cibi tipici del luogo. Tra qualche gaffe, un giro nella foresta amazzonica e qualche scoperta interiore, è probabile che Sara sia ritornata a casa felice di esserci stata!
L’ho trovata davvero una piacevole lettura; inutile dire che le parti che più hanno attirato la mia attenzione sono state il parlar di cibo.
Ve lo consiglio se volete distrarvi per un paio d’ore!

“…E poi ci sono i peperoncini freschi: spesso tendiamo a pensare al -piccante- come a un gusto, quando è in realtà una sensazione, e più specificamente una sensazione dolorosa. shiatsu per la bocca: il sottile confine tra piacere e sofferenza.”

“Credo che viaggiare aumenti la mia capacità di trasformazione: “Nello stesso fiume scendiamo e non scendiamo, siamo e non siamo” diceva Eraclito, intendendo con questo che con il passare del tempo cambia il fiume, ma soprattutto cambiamo noi. Cosi al termine di un viaggio, nella stessa casa rientriamo e non rientriamo, perchè siamo diversi rispetto alla partenza.”

Manuale di sopravvivenza per signorine di città

Imparo a fotografare di Henry Carroll

Quando ho fatto le prime ricerche su internet, per capire come usare la mia nuova reflex, ho pensato che avrei scattato sempre in automatico.. non conoscevo i termini, non riuscivo ad assimilare le nozioni… forse non le capivo proprio di base.
Mi sembrava non coerente abbandonare subito… quindi sono entrata in libreria con l’intento di cercare un libro per incapaci… sempre nella mia beata ignoranza mi son detta “tanto quanti libri vuoi che ci siano al riguardo?” eh già… solo su quello scaffale almeno un centinaio.
L’angoscia è salita quando chiedendo aiuto al libraio mi sono sentita rispondere “devi scegliere tu quale vuoi…”.
Panico.
Ho guardato lo scaffale con aria di sfida, mi sono detta che doveva essere
°un manuale poco costoso (e credetemi che questi libri di fotografia costano parecchio)
°non troppe pagine per non scoraggiarmi
°doveva parlare chiaramente delle basi della fotografia
°sintetico ma chiaro.
Dopo due ore a spulciare sullo scaffale ne sono uscita -ancora scettica sulla mia scelta- ma con in mano questo:

imparo a fotografare henry carrol
IMPARO A FOTOGRAFARE di Henry Carroll
128 pagine
edizioni Vallardi
14.90 €
piccolo e maneggevole, pratico da tenere anche nello zaino insieme alla reflex.

E’ stato subito amore.
Chiaro, semplice, illuminante. Corredato da immagini esplicative, da schemi facilmente memorizzabili. Non si perde in giri di parole.
E’ stato di fondamentale importanza per darmi la prima utile infarinatura.
E’ solo grazie a lui, non a blog e siti vari, che ho cominciato a fare i miei primi scatti in manuale.
Scattare in manuale, se sei un neofita, ti da la sensazione di sapere quello che stai facendo! Anche se in realtà non è vero e sei ancora una grande capra! (:  ma è comunque una sensazione bellissima che ti invoglia ad imparare sempre di più e a scattare di continuo… ti fa pensare che pian piano prenderai sempre più padronanza della tua macchina e delle tue idee artistiche.
Insomma per chi, come me, è ai primi approcci con il mondo della fotografia questo libro può essere molto utile. E lo consiglio caldamente.
Se vi va di acquistarlo fate pure… se non vi va, ho comunque deciso di scrivere un articolo per ogni suo capitolo… in modo da approfondire insieme a voi queste basi:
-Composizione
-Esposizione
-Luce
-Lenti
-Sguardo
Voglio migliorarmi sempre di più, con foto piacevoli che attirino la vostra attenzione e che facciano di “il sabato mattina” un libro non solo con buone ricette da provare, ma anche bello da ammirare nel suo contenuto. Quindi continuerò a studiare, a provare e a condividere con voi tutto quello che imparerò! che dite? siete cuoriosi?


P.s. non riguarda fotografia o libro, ma approfitto comunque dell’articolo di oggi per avvisarvi che ho aggiornato la pagina delle “info”… nelle settimane scorse ho notato che in molti ci avete dato una sbirciatina… non mi sembrava giusto continuare a lasciarla vuota (;

Di pasta fresca e di messaggi…

Quella di oggi è semplicemente la voglia di condividere con voi, un messaggio che mi è stato mandato da una persona per me molto speciale, un’amica che adoro e che sa sempre dirmi la cosa giusta al momento giusto. ❤

Parole, le sue, che mi hanno fatto commuovere. Basta questo per gratificarmi e ricompensarmi. Io sono felice cosi.

whatsapp-message

Ma non mi sono scordata che a Natale avevo promesso anche a voi di farvi vedere cosa contenevano quei pacchetti:

pasta-fatta-casapasta-fatta-casaIo la pasta la faccio cosi:

300 g di semola di grano duro rimacinata, 100 g di farina tipo 0, 100 ml di acqua e una presa di sale. Lascio che l’impastatore amalgami gli ingredienti fino a quando renderà il tutto un pò sabbioso e un pò a straccetti. Ci penserà poi l’accessorio e la trafila a rendere il tutto dei carinissimi maccheroncini. Se ho del tempo a sufficienza, dopo aver impastato lascio riposare per almeno mezz’ora… in modo da aiutare la formazione del glutine e rendere il tutto più elastico.

E ragazzi, viene veramente buona, garantito.

Nonostante questo però, credo di non avere la ricetta perfetta. Credo che mi manchi qualche trucchetto… di quelli tramandati dalle brave massaie. Se c’è qualcuno tra di voi, che ama fare la pasta in casa, e vuole aiutarmi a migliorarla con qualche buon consiglio… io sono sempre qui! Comunque ripeto, è già molto buona cosi!

pacco-pastapacco-pasta

Dai lo so che siete curiosi di sapere anche cosa c’è dentro a quel bigliettino arrotolato…. non voglio farvi stare in pena, ecco qua:

ricetta