Biscotto, concentrato di bontà

Biscotti!

Piccoli concentrati di bontà. E di buon umore.

E’ cosi rilassante la loro preparazione; decidere quale tipo di impasto, sceglierne la forma, posizionarli sulla placca del forno in modo che, lievitando durante la cottura, non si avvicinino troppo gli uni agli altri. Sperare che non si brucino, sentire il profumo che inebria la casa, decorarli magari. Con la scusa dell’assaggio rubare dal mucchio quello meno bello, ancora tiepido.
Non importa la quantità indecente di burro (e di cioccolato) che contiene, perchè un biscotto è cosi piccolo e tenero…non avrà mai le stesse calorie di una fetta di torta!!! Come sei bugiarda, ma ridi, complice di te stessa, e lo mangi comunque, in un boccone!

Quanta soddisfazione in un biscotto ben riuscito… eh già!

Se si fa una ricerca sulle origini dei biscotti, c’è purtroppo l’imbarazzo della scelta, ognuno dice la sua. Chi scommette gli ideatori siano stati i persiani, chi da l’onore ai soldati romani, chi parla dei cuochi sbadati di Re ed Imperatori. Insomma l’unica cosa certa è che per avere un biscotto come viene inteso da noi, abbiamo dovuto attendere l’arrivo della barbabietola e dello zucchero. Prima non erano nient’altro che pane cotto due volte (bis-cotto) per garantirne una certa croccantezza e una certa durata nel tempo. Niente conservanti migliaia di anni fa!

Insomma, per usare la battuta di qualcun altro: “sulle origini non ne so nulla, ma sulla fine che hanno fatto questi posso dire tutto”

chocolate cookies biscotti al cioccolato

chocolate cookies biscotti al cioccolatoFratello, come promesso, anche se solo virtualmente, te ne dedico uno ; )

Tutto il resto del vassoio va dedicato ai miei adorati folletti :*

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Rosa di fine ottobre…

Camminando, fotografando, canticchiando…

La chiamavano bocca di rosa
metteva l’amore, metteva l’amore,
la chiamavano bocca di rosa
metteva l’amore sopra ogni cosa.

°°°

C’è chi l’amore lo fa per noia
chi se lo sceglie per professione
bocca di rosa né l’uno né l’altro
lei lo faceva per passione.

°°°

E arrivarono quattro gendarmi
con i pennacchi con i pennacchi
e arrivarono quattro gendarmi
con i pennacchi e con le armi.

°°°

A salutare chi per un poco
senza pretese, senza pretese,
a salutare chi per un poco
portò l’amore nel paese.

°°°
E con la Vergine in prima fila
e bocca di rosa poco lontano
si porta a spasso per il paese
l’amore sacro e l’amor profano.

rosa bocciolo chiuso modsit

bocciolo rosa modsit

rosa modsit

rosa sbocciata modsit

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Il kaki!

Quali sono quei frutti che possono allappare la vostra lingua quando decidete di mangiarli non ancora maturi?

No, non parlo dei kiwi.

Si, mi riferisco proprio ai kaki!

Quanti di voi lo hanno assaggiato una sola volta e poi, proprio a causa della ruvidità che vi siete ritrovati in bocca, avete deciso che non era buono!? Non vi è mai venuto il dubbio che fosse acerbo? Non conosco nessuno a cui piace la mela kaki, e quando chiedo il perché tutti mi rispondo -è aspro e pungente-.

Ma no! come vi sbagliate! dategli una seconda opportunità! Lasciatelo maturare per bene, magari tra le mele (aiutano a velocizzare il processo), fino a quando da arancione diventa di un rosso intenso e morbidissimo; quando solo a toccarlo la sua pelle si crepa con facilità e il picciolo si stacca quasi da solo: allora è maturo. E’ dolcissimo. E’ morbidissimo. E’ paradisiaco! Ascoltate me, riprovateci e mi capirete.

Mi ricordo la professoressa di diritto ed economia, in prima superiore… quando doveva rimproverarci perchè non avevamo le risposte giuste alle sue domande, ci diceva sempre: “siete crudi come i kaki in luglio”. Mi ha sempre fatto ridere questa sua espressione. Era simpatica, lei. Col senno di poi immaturi lo eravamo davvero, noi.

Il kaki è una delle più antiche piante da frutto coltivate. Si dice sia stato scoperto in Cina, dove la chiamano la “mela d’oriente”; ma è conosciuto anche come “l’albero della pace” dato che è l’unico ad essere sopravvissuto alla bomba atomica di Nagasaki. In Europa è noto anche con il nome di “diospero”, mentre qui in Italia, a Napoli è soprannominato “legnasanta”, perchè se lo tagliate a metà, quando è ancora crudo, potete intravedere al suo interno, un’immagine che assomiglia a Gesù sulla croce! E’ buffo, ma ho provato ed è davvero cosi…
Insomma chiamatelo come preferite, ma attenti a non sbagliare, non si dice assolutamente “caco” ….nonostante abbia effetti lassativi e diuretici…. ; )kaki modsit

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